“Franco Cuomo International Award” 2015 Franco Cuomo - Vela

Le motivazioni

SEZIONE TEATRO

Premio alla carriera per il Teatro
GIORGIO ALBERTAZZI

Albertazzi Architetto, attore, regista, autore e fotografo, Giorgio Albertazzi è il performer più imprevedibile della scena italiana e non solo. Toscano, nato a Fiesole, debutta con Luchino Visconti al Maggio Musicale Fiorentino in Troilo e Cressida di Shakespeare. Memorabile il suo Amleto, regia di Franco Zeffirelli, in cartellone nel 1964, anno delle celebrazioni shakespeariane, per due mesi all’Old Vic di Londra e vincitore del Challenge al Thèatre de Nation di Parigi. Con L'anno scorso a Marienbad vince il Leone d'Oro a Venezia. Il suo Enrico IV nei primi anni '80, regia di Antonio Calenda, apre una crepa formidabile nell'establishment teatrale italiano, cambiando anche il rapporto tra pagina e scrittura scenica. Nel 2004 fa storia il suo Dante dalla torre degli Asinelli di Bologna, davanti a ventiduemila persone. Dal 2003 dirige per cinque anni il Teatro Argentina di Roma e dal 2011 al 2013 il Magna Graecia Teatro Festival. In Cercando Picasso, regia di Antonio Calenda, Albertazzi gioca con il più acclamato ensemble di danza contemporanea, la Martha Graham Dance Company, e lo spettacolo è richiesto in tutto il mondo. Negli ultimi due anni è stato in tournée col Mercante di Venezia, suo adattamento da Shakespeare per la regia di Giancarlo Marinelli. Attualmente è in programmazione nei teatri di Milano e Roma con una nuova edizione delle Memorie di Adriano, tratto dal romanzo di Marguerite Yourcenar per la regia di Maurizio Scaparro. Spettacolo, che è stato messo in scena quest'estate a Castel Sant'Angelo, replicato in alcuni dei più importanti teatri all’aperto italiani, e che verrà ripreso per tutto il mese di gennaio al Teatro Ghione. La prima di Memorie di Adriano andò in scena a Villa Adriana nel luglio 1989. Le repliche sono state circa 800. È certo lo spettacolo italiano più longevo. A questo grande dell’Olimpo del teatro contemporaneo va il premio alla carriera del “Franco Cuomo International Award” .

CARLO FUORTES

Fuortes Sotto la guida del Sovrintendente Carlo Fuortes, il Teatro dell’Opera di Roma è riuscito, nonostante le varie difficoltà affrontate, a mettersi sempre più in evidenza, ad attrarre sempre più pubblico, con un record storico di affluenza, grazie al ricchissimo repertorio proposto, di alto livello e molto innovativo. Questo è stato anche notato da diversi giornalisti della stampa estera, per i quali il Teatro Costanzi è diventato un punto di riferimento di alta cultura, un fiore all’occhiello per Roma, di grande risonanza internazionale. Una dimostrazione di come l’arte sia davvero una straordinaria risorsa. Una risorsa, che non va sfruttata, ma che va sapientemente gestita, affinché possa essere fruita da tutti e produrre ricchezza, in ogni senso. E’ per questo che a Fuortes è stato attribuito il premio per il teatro dalla giuria del “Franco Cuomo International Award”.

ALESSANDRO D’ALATRI

Inizia la sua attività nel mondo spettacolo da bambino recitando in teatro, cinema e televisione con grandi come FuortesVisconti, Strehler, De Sica, Pietrangeli, Zurlini, Bolchi e altri prestigiosi autori. Il suo impegno dietro la macchina da presa comincia in pubblicità verso la fine degli anni Settanta: da allora ha girato centinaia di spot. Nel cinema esordisce come regista nel 1991 con un lungometraggio "Americano Rosso" con cui vince il David di Donatello e il Ciak d'oro. Seguiranno moltissimi film: è l’esordio di uno straordinario successo. In questo momento Alessandro D’Alatri è impegnato a girare “The start up”, la cui uscita è prevista per l’autunno 2016. Ma è per il teatro che viene premiato con il “Franco Cuomo International Award”. Non solo per le regie di suoi celebri spettacoli, da “Diatriba d’amore contro un uomo seduto” di Gabriel Garcia Marquez fino “Grand Guignol all’italiana” di Vittorio Franceschi, ma anche per il ruolo che ricopre di direttore artistico dello Stabile dell’Abruzzo per il quale D’Alatri ha elaborato un progetto di altissimo livello, nonostante i problemi che l’ente, come tantissimi altri, sta attraversando.

SEZIONE LETTERATURA

JAROSLAW MIKOLAJEWSKI

Italianista, poeta, saggista, traduttore, giornalista polacco, Jaroslaw Mikolajewski è ormai da anni un importante protagonista delle relazioni culturali tra l’Italia e la Polonia. E’ un così profondo conoscitore del Mikolajewskinostro paese, che nelle sue opere si sente spesso risuonare una forte eco delle ispirazioni provenienti dalla nostra tradizione letteraria , elemento che piace moltissimo ai lettori polacchi, ai quali come poeta-traduttore ha contribuito a far conoscere le opere di molti grandi autori italiani: dai classici Iacopone da Todi, Dante Alighieri, Francesco Petrarca; ai moderni Sandro Penna, Pier Paolo Pasolini, Mario Luzi. Come saggista ha sensibilizzato i polacchi a interessarsi ad aspetti a volte inediti del patrimonio culturale italiano, per esempio attraversando e descrivendo Roma con la Divina Commedia in mano. Nel suo lavoro del giornalista di uno dei principali quotidiani polacchi contribuisce a dare risalto all’attualità della realtà sociale e culturale dell’Italia. Ma Mikolajewski è mediatore culturale anche in nell’altro senso: è grande il suo impegno infatti nel promuovere e presentare al pubblico italiano la cultura, soprattutto la poesia, non solo della Polonia, ma più ampiamente dell’area slava e dell’Europa centrale e orientale, tramite numerose prefazioni a volumi che grazie a lui hanno visto la luce nel nostro paese. La sua attività ha avuto anche un aspetto istituzionale, Mikolajewski ha infatti diretto l’Istituto Polacco di Roma per ben 6 anni, fino al 2012. Per la sua poliedrica personalità, molto vicina a quella di Franco Cuomo, gli è stato attribuito il premio a lui intitolato.

ANTONIO SCURATI

Con “Il tempo migliore della nostra vita” Antonio Scurati approda a una nuova originale sintesi tra letteratura, cronaca e storia vera, mescolando in questa cronologia della memoria italiana la storia di Leone in primo luogo, Scuratie poi di Natalia Ginzburg, a quella della famiglia dello scrittore. La sua narrazione gestisce in parallelo queste due dimensioni, sviluppando un crescente ammirato rispetto prima per il coraggio di Leone, che giovanissimo compie con semplicità e determinazione una scelta che destinerà la sua vita al sacrificio, con quella intelligente naturalezza, un understatement molto torinese che avrebbe spinto altri grandi spiriti, indomiti come quello di Vittorio Foa, persino lui, a guardare Leone con deferenza. La dimensione della sua famiglia è trattata da Scurati con modestia e affetto, a blocchi alternati di racconto e di meditazione, ma è la grandezza dei tempi e delle prove che quella generazione dovette attraversare a farci apparire nella loro meritata grandezza anche coloro che non furono eroi in prima linea e non ebbero il carisma dei Ginzburg. I due piani si fondono nella parte finale del libro in una riflessione alta che vuole essere insieme omaggio alla grandezza dei nostri nonni (parliamo di un "noi" che corrisponde all'età dei quasi nonni di oggi) che attraversarono anni tempestosi e realistica consapevolezza del mondo di agi, benessere e anche banale superficialità, che ci hanno regalato. Cosa per la quale possiamo dir loro "grazie", nonostante tutto il nostro inveire contro i malanni del mondo attuale. “Il tempo migliore della nostra vita” si può dunque definire un romanzo della gratitudine tra le generazioni. Una gratitudine che noi forse mai riusciremo a meritarci da quelle future.

SEZIONE SAGGISTICA-GIORNALISMO

MAURO CERUTI

Mauro Ceruti, filosofo e teorico del costruttivismo e del pensiero complesso, è ordinario di Filosofia della Scienza all'Università Iulm (Libera Università di Lingue e Comunicazione) a Milano, dove è direttore del Dipartimento di Studi classici, umanistici e geografici. Allievo di Ludovico Geymonat, ha svolto attività di Cerutiricerca a Ginevra nel gruppo coordinato da Alberto Munari presso la Faculté de Psychologie et Sciences des l'Éducation fondata da Jean Piaget, e a Parigi presso il Centre d'études transdisciplinaires - sociologie, anthropologie, politique Cnrs diretto da Edgar Morin. È stato Preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Milano Bicocca e delle Facoltà di Lettere e Filosofia e di Scienze della Formazione dell'Università di Bergamo. Ha insegnato al Politecnico di Milano e all'Università di Palermo. E’ stato membro del Comitato Nazionale per la Bioetica della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Presidente della commissione del Ministero della Pubblica Istruzione per l'elaborazione delle Indicazioni per il curricolo per la scuola dell'infanzia e per il primo ciclo di istruzione. Nella XVI Legislatura (2008-2013) è stato eletto Senatore della Repubblica. Gli è stato assegnato il “Franco Cuomo International Award” per la sua attività di ricerca nelle discipline filosofiche e per la sua prestigiosa carriera scientifica che ne fanno una delle voci più interessanti ed originali nel panorama europeo ed internazionale ed un’eccellenza per il nostro paese; per la sua notevole capacità di “alta divulgazione”; ed in modo particolare, per il suo impegno verso una migliore, più complessa ed articolata comprensione della realtà europea, della sua crisi, delle sue strutture, della sua storia nonché delle sue potenzialità per l’avvenire, valorizzandone le preziose risorse culturali in un’ottica di progressiva europeizzazione dei popoli.

MARIA LATELLA

Formatasi nella cronaca giornalistica giovanissima prima al Secolo XIX poi al Corriere della Sera Maria Latella si è sempre distinta per il suo stile brillante e il suo spirito indipendente, per la sua attenzione ai mutamenti del costume e ai tic dei politici, che ha saputo raccontare senza mai dipenderne e senza partigianerie. Nella Latelladirezione di un settimanale femminile ha mostrato una grande apertura culturale, che poi ha saputo tradurre anche in libri dedicati a figure note della vita pubblica e caratterizzati da un linguaggio molto accessibile, capace di raggiungere un pubblico vastissimo. Questa grande capacità di mediazione tra la sfera delle discussioni politiche e quella degli interessi diffusi del pubblico, Maria Latella ha saputo trasportarla con eleganza e intelligenza nelle sue interviste televisive, nel corso delle quali cerca sempre di spingere i suoi interlocutori ad abbandonare il gergo tipico dei politici, contrasta gli oscuri giri di frase e gli eufemismi, per ricondurre i suoi interlocutori ai motivi sostanziali delle loro scelte. E tutto questo sempre attraverso una prosa misurata ed elegante, scritta e parlata, che ha reso la sua opera mediazione giornalistica particolarmente apprezzabile in un discorso pubblico attraversato troppo spesso da tensioni e volgarità. Tutto questo le vale sicuramente il riconoscimento del “Franco Cuomo International Award” per il giornalismo.

SEZIONE ARTE

LUCA MARIA PATELLA

Luca Maria Patella è nato a Roma, nel 1934, dove vive e lavora ed è uno degli artisti e degli intellettuali italiani più importanti e noti sulla scena culturale nazionale e internazionale. Fin dagli anni Sessanta, ha operato su un ampio spettro di ricerche sperimentali. E’ stato tra i primi a utilizzare la multimedialità: Patelladalla grafica alla fotografia, al “film-opera” e al video, dall’uso del gesto e del corpo nelle performances all’indagine psicoanalitica, dall’analisi interdisciplinare tra arte e scienza alla regia. E’ anche autore di diversi volumi di poesia, di narrativa e di saggistica, in cui il linguaggio viene esplorato in tutte le sue possibilità e complessità espressive. E’ stato uno di primi artisti europei a realizzare mostre come visioni e, in chiave “didattica”, con proiezioni verbo-visive. Nel corso della sua attività creativa, ha anticipato, con intuizioni da pioniere, alcune correnti come la Land art, il Comportamentismo e il Concettualismo, pur restando sempre un artista “totale”, autonomo e originale, per niente catalogabile o riconducibile a qualcuna di queste tendenze. Sono straordinarie la sua versatilità e la sua agilità mentale, che lo hanno portato a impegnarsi in numerose imprese culturali, in cui ha saputo fornire contributi di analisi e di ricerca, da grande innovatore. Consapevole che i linguaggi del mondo siano malati, vittime di patologie mortali, come retorica, logorrea, vuotaggine, tautologia, ripetizioni, si sforza di ristabilirne la buona forma. Perciò, la sua pratica artistica si incrocia sul versante dell’estetico e del poetico, ma anche del pensiero e della riflessione e gli consente di operare con efficacia, nella dialettica tra arte e scienza. Innumerevoli sono state le mostre, personali e collettive, in Italia e all’estero alle quali ha partecipato con diverse presenze anche alla Biennale di Venezia e molti anche i cataloghi e le pubblicazioni sulla sua attività artistica. Importante è inoltre la sua filmografia e videografia. Per il suo straordinario profilo di artista innovativo e originale, per la sua fiducia estrema nella ricerca scientifica e culturale, per la realizzazione di numerose opere e progetti in Italia e all’estero, per i suoi vasti orizzonti culturali di artista, poeta e scrittore, gli è stato conferito il “Franco Cuomo International Award” 2015 per l’Arte.

MART

Il Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto Mart riesce ad essere, sia in virtù della sua ricchissima MARTcollezione permanente -di cui sono protagoniste le avanguardie del Novecento italiano- sia grazie alle sue frequenti esposizioni temporanee, un protagonista tra i musei italiani di arte moderna e contemporanea. Grazie al Mart la provincia di Trento occupa un posto di rilievo in Italia per tutti coloro che vogliono conoscere le nuove tendenze. La dimostrazione questa che l’arte contemporanea aiuta l’economia anche perché usa linguaggi innovativi, attrae pubblico qualificato, si collega in modo naturale al design, all’architettura,alla comunicazione, settori chiave della nostra società. Una prova anche che la cultura oltre a essere un valore in sé, può far crescere il territorio. Il Mart si è infatti contraddistinto fin dall’inizio per una grande attenzione ai rapporti con scuole, imprese, musei e contemporaneamente ha saputo anche dialogare con le migliori esperienze internazionali, producendo eccellenze.

GIANFRANCO NOTARGIACOMO

Gianfranco Notargiacomo, nato a Roma, nel 1945, ha un esordio fulminante, con una personale, “Le nostre divergenze”, nella Galleria “La Tartaruga” di Plinio de Martiis, tra le figure centrali dell’arte italiana. Mosso dal desiderio di approfondire la dimensione teorica e filosofica dell’arte, si laurea in Filosofia con Emilio Garroni, docente di Estetica, presso l’Università La Sapienza di Roma. E questa formazione influisce, non solo sul piano culturale, ma anche sulla sua concezione e sulla sua pratica della pittura, intessuta di valoriNotargiacomo di senso, formali e linguistici, e arricchita da penetranti intuizioni problematiche. Negli anni Settanta, con una importante serie di mostre e con significative presenze anche alla Biennale di Venezia, il suo profilo creativo si delinea sempre di più e Notargiacomo diventa uno dei protagonisti della ricerca artistica italiana, che si fonda sul ritorno alla pittura. Con i “Takète”, 1979, e “Tempesta e assalto”,1980, il suo linguaggio si evolve e si precisa come inclinazione verso l’astrazione, realizzata con impetuoso dinamismo gestuale, che lo colloca tra i protagonisti fondamentali della post- astrazione. Sul piano formale, realizza le sue creazioni pittoriche, con grande rigore ed energia, mediante il ricorso a un colore forte e potente, che si presenta come una preziosa e straordinaria stesura visiva, i cui segni sono ben riconoscibili e delineano un suo specifico idioletto linguistico. Artista di rango, straordinario innovatore Notargiacomo si segnala anche per la sua parallela attività di docente di Pittura, presso diverse Accademie d’Arte, fino a diventare Direttore della Scuola di Pittura dell’Accademia d’Arte di Roma (a partire dal 1999). La Giuria del “Franco Cuomo International Award” gli conferisce il premio per l’Arte 2015, per il suo alto profilo creativo, in cui si intrecciano intuizioni da pioniere e originali approfondimenti teorici. Ma intende sottolineare anche la sua apertura e la sua disponibilità umana verso i giovani (non molto diffuse nel mondo artistico), che esprimono una autentica nobiltà d’animo e un grande amore per l’arte.

PREMI SPECIALI

CONVOY OF HOPE

Convoy of Hope è una delle più importanti organizzazioni non profit del mondo. E’ stata fondata nel 1994 negli Stati Uniti ed è conosciuta a livello internazionale per la sua capacità di pronto intervento nelle zone colpite da improvvisi e immani disastri, che necessitano di un servizio qualificato e rapido. Ha base a Springfield, in Convoy of HopeMissouri. Fortemente voluta e fondata da Hal Donaldson, che ne è l’amministratore delegato, insieme ai suoi tre fratelli, che, rimasti orfani da bambini, hanno voluto seguire l’esempio di grande umanità e di solidarietà di quanti li aiutarono a superare il più tragico momento della loro vita, l’associazione conta su una rete di operatori volontari di altissimo livello. La sua mission è dare sostegno e speranza a chi versa in stato di grande necessità. Oltre 225 sono stati finora i grandi interventi messi a segno dal network dell’organizzazione, interventi che hanno coinvolto oltre 30 milioni di persone, ai quali sono stati distribuiti aiuti per 100 milioni di dollari. Convoy of Hope assicura inoltre cibo a 150 mila bambini di 10 paesi, dalle Filippine al Kenya, ad Haiti, al Guatemala, alla Tanzania, e ogni giorno si occupa, attraverso decine di comunità che operano negli Stati Uniti, di fornire ai più fragili assistenza sanitaria gratuita e sostegno per far fronte alle necessità primarie. Tantissimi sono i partner e i donatori, privati e istituzionali, tutti di grande prestigio, sui quali Convoy of Hope può contare. In Europa ha base a Bruxelles ed è attiva in 36 nazioni. Per tutte queste straordinarie ragioni Ancislink ha deciso di assegnarle il Premio speciale internazionale nell’ambito del “Franco Cuomo International Award”.

INTERNATIONAL SPECIAL AWARD
CONVOY OF HOPE

Convoy of Hope is one of the most important nonprofit organizations in the world. It was founded in 1994 in the United States and it is known, on an international scale, for its capacity to promptly intervene in areas impacted by sudden and large disasters which require immediate and qualified support. Convoy of Hope is based in Springfield, Missouri - its creation was strongly wanted by Hal Donaldson, the founder and current CEO. Hal, along with his three brothers, become orphan during his childhood; growing up, the four brothers decided to follow the example of great humanity and solidarity shown by the people who helped them during the most tragic moment in their lives. That is how it all started. Today, Convoy of Hope relies on a network of highly skilled volunteer operators and its mission is to support and give hope to those who are in a state of great need. To date, there have been over 225 missions operated by the organization's network; missions which have involved over 30 million people to whom support valued at over $100 million has been provided. Furthermore, Convoy of Hope ensures food is provided to over 150 thousand children in 10 disaster affected countries, including The Philippines, Kenya, Haiti, Guatemala and Tanzania. Locally, in the United States, through several operators working in various communities across the country, it works towards providing free medical support and meeting the basic needs of the most disadvantaged people. Many are the partners and donors, both private and institutional, on which Convoy of Hope can rely upon. In Europe, it is based in Brussels, Belgium and it is active in 36 countries. For all these extraordinary reasons, Ancislink has decided to award Convoy of Hope with the Special International Section Award within the "Franco Cuomo International Award".

EMMANUELE FRANCESCO MARIA EMANUELE

EmanueleIl Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele viene insignito del Premio Speciale Ancislink-Franco Cuomo International Award per la sua attività finalizzata alla promozione della cultura e della arti, in un momento storico complesso e difficile per le istituzioni nazionali; per il prezioso contributo all’implementazione dello spirito di iniziativa della società civile e lo sviluppo di politiche attive e propositive sul piano sociale – tanto più notevoli e significative in una fase di contrazione e ridefinizione del Welfare State; per l’attività filantropica condotta negli anni alla guida della prestigiosa Fondazione Roma.

MARCO CAUDA

Marginalità, discriminazione, stigma e devianza sono le costellazioni di un cosmo abitato dall’uomo della strada. Descrivono povertà assoluta, solitudine, sfiducia verso se stessi e gli altri, bisogno primario, sofferenza psichica e fisica, rabbia. E’ in questo universo che Marco Cauda, psicologo, da oltre 15 anni operatore negli Asili Notturni di Torino e nel Piccolo Cosmo, compie il suo viaggio quotidiano. Un viaggio che Caudaracconta in un libro da poco pubblicato dall’Editore Bonanno dal titolo “Barboni & Volontari” con quella & commerciale che sta a significare che si parla di figure che sono sullo stesso piano, protagoniste di un’unica storia, nella quale non c’è da una parte chi dà e dall’altra chi riceve, ma dove i ruoli spesso finiscono per invertirsi e sovrapporsi. Dove la solidarietà è un concetto non individuale, uno stile di vita. E’ il messaggio che questo libro vuole trasmettere, insieme all’idea di un welfare assolutamente nuovo nel quale il privato nella realizzazione dei suoi progetti sociali si affida alle sue sole forze, cercando nel partenariato con il pubblico non meri finanziamenti ma caratteristiche di complementarietà. Un libro che contiene anche dati utili e informazioni preziose sul terzo settore ed è scritto con la passione di chi ama il suo lavoro, un lavoro duro e difficile. Cauda ci svela un universo sconosciuto ma ricco di umanità. L’Ancislink gli ha attribuito il premio speciale nell’ambito del “Franco Cuomo International Award” non solo per il suo libro-testimonianza, ma anche per il suo impegno quotidiano accanto ai più fragili.

BIBLIOTECA CALIGIURI

Le Biblioteche sono scrigni di meraviglie che l’era di Internet non cancellerà. Prova ne è che a Soveria Mannelli, Caligiuriin Calabria, nel Comune più hi-tech d’Italia –è stato infatti il primo a fornire il wifi gratuito per tutti- è nato un nuovo tempio del sapere, la “Biblioteca Michele Caligiuri”, dedicata agli scrittori e intellettuali italiani del nostro tempo. La costruzione di questo luogo sacro della cultura è in fieri e si sta man mano arricchendo di tanti nomi importanti e illustri. L’artefice è Mario Caligiuri – grande comunicatore e primo sindaco a far approvare on line un bilancio comunale- che sulle orme di suo padre Michele ha fatto dei libri la sua ragione di vita. Libri veri, di carta, da sfogliare e consultare a tavolino. Libri scritti da coloro che hanno fatto e stanno facendo la storia del pensiero e della letteratura dell’epoca contemporanea. Un’iniziativa da valorizzare e moltiplicare e alla quale per questo l’Ancislink ha voluto attribuire il premio speciale nell’ambito del “Franco Cuomo International Award”.

I vincitori
La premiazione
Video gallery