“Franco Cuomo International Award” 2016 Franco Cuomo - Vela

Le motivazioni

SEZIONE TEATRO

ANTONIO SALINES

Le sue omelie invocavano la giustizia sociale, la democrazia, le riforme, la libertà, la dignità e i diritti umani e incitavano alla resistenza non violenta, denunciando torture e stragi e la feroce repressione di massa messa in atto dal governo del Salvador e dell’esercito contro i campesinos. Un sicario dei cosiddetti squadroni della morte di Roberto D’Aubuisson, leader del partito nazionalista Arena, gli sparò un colpo mentre sull’altare alzava l’ostia per la consacrazione. Era il 24 marzo 1980.
Si chiudeva così la vicenda di Oscar Romero, prete scomodo e coraggioso, proclamato beato pochi mesi fa, difensore dei più deboli e dei perseguitati. Una figura straordinaria, mirabilmente interpretata da Antonio Salines nello spettacolo “Il Martirio del Pastore” del drammaturgo latino-americano Samuel Rovinski, messo in scena da Maurizio Scaparro.
Senza retorica, senza mai trasformare il personaggio che interpreta in un santino, Salines con la sua recitazione essenziale e scarna, ma intensissima e serrata, è riuscito ad arrivare diritto al cuore degli spettatori, suscitando fortissime emozioni. Salines è un grande attore che la giuria del «Franco Cuomo International Award» premia anche per la lunga carriera, un attore che con il suo intenso lavoro ha contribuito senz’altro a fare la storia del teatro italiano.

SERRA YILMAZ

L’“effetto Serra” in Italia, in particolare a Firenze, dura da oltre dieci anni. L’attrice turca Serra Yilmaz, conosciuta al grande pubblico soprattutto per i film di Ferzan Ozpetek, regista per il quale è diventata la prediletta musa/icona da «Le fate ignoranti» a «Saturno contro», ha in realtà una profonda formazione teatrale e proprio nel capoluogo toscano, al Teatro di Rifredi, ha riscosso i suoi più recenti successi per i quali è stata premiata con il «Franco Cuomo International Award»: dall’ «Ultimo Harem» alla «Bastarda di Istanbul».
Nata a Istanbul dove vive, ma molto richiesta anche in Francia per sofisticate produzioni teatrali, la Yilmaz è molto amata dal pubblico per il suo modo di recitare privo di enfasi, i suoi gesti minimalisti, gli sguardi magnetici. Un carisma che trasmette alla platea con autentica naturalezza e che le viene unanimemente riconosciuto anche dalla critica. Dicono di lei: “Quando sale in palcoscenico detta legge”.
E se le viene chiesto di spiegare il motivo del grande interesse che suscitano le sue interpretazioni, risponde con disarmante semplicità: “Credo perché sono molto narratrice, come è sempre stato il destino delle donne: hanno scritto poco ma parlato tanto”.

SEZIONE LETTERATURA

CINZIA TANI

Giornalista e scrittrice, autrice di tantissimi romanzi, biografie e saggi, conduttrice di numerosi programmi televisivi e radiofonici, Cinzia Tani è stata premiata dalla giuria del «Franco Cuomo International Award» per il suo straordinario talento letterario, continuamente alimentato dalla passione e dalla ricerca e per il suo ultimo libro «Donne pericolose» (Rizzoli), un'opera in cui la storia si fa narrativa attraverso i ritratti di quindici protagoniste di momenti epocali della prima metà del secolo scorso, raccontate attraverso i loro amori, le loro avventure, il loro coraggio e la loro determinazione.
Grandi spie, che contribuirono, nel bene e nel male, a cambiare le sorti del mondo durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale. E se le più conosciute sono Mata Hari e Josephine Baker, attraverso questo libro se ne scoprono molte altre, rimaste finora avvolte nell'oblio.
Tra loro ricordiamo: Gertrude Bell, inglese coltissima, storica, scrittrice e archeologa in grado di parlare francese, italiano, tedesco, persiano, turco e arabo, una donna che, accanto a Lawrence d'Arabia, svolse un ruolo fondamentale nella rivolta araba contro l'Impero Ottomano e nella nascita dell'Iraq; Hedy Lamarr, la bellissima attrice austriaca, primo nudo della storia del cinema, che durante la Seconda Guerra Mondiale inventò e brevettò un sistema di guida a distanza per siluri, una tecnologia che è alla base della moderna telefonia wireless.

VALERIO MAGRELLI

Ai nostri giorni, poche figure di intellettuali, come quella di Valerio Magrelli, sono riuscite a costruire un complesso universo culturale, articolato in una pluralità di direzioni, ben riconoscibili e individuabili, ma tutte correlate: professore universitario, poeta, traduttore, saggista, giornalista, scrittore. Ciascuna direzione si presenta con configurazioni particolari, con un proprio profilo tecnico, creativo, strutturale e problematico in una dimensione, comunque, largamente sistemica. La dinamica che ne risulta garantisce un profilo unitario al suo lavoro scientifico, creativo, traduttologico e divulgativo.
Ed è per questa peculiarità e assoluta originalità che gli è stato attribuito il «Franco Cuomo International Award». Dopo un esordio folgorante a soli 23 anni con «Ora serrata retinae» (Feltrinelli), ha sviluppato un percorso di grande qualità, colto e consapevole, che lo caratterizza come uno dei più importanti poeti dei nostri giorni. Anche nelle altre attività Magrelli manifesta attitudini di novatore, sorretto com’è sempre dalla acuta consapevolezza che la sua avventura intellettuale si compie, in primo luogo, nel cuore di un paese e dei suoi problemi, sullo sfondo della crisi delle società contemporanee. Da qui, i suoi interventi militanti su riviste, giornali e tv che si affiancano ai numerosi lavori di ricerca scientifica, come anche il suo rigoroso lavoro editoriale e la sua produzione di traduttore, soprattutto dalla letteratura francese, che ha saputo declinare con la perizia del tecnico del linguaggio e la libertà creativa dello scrittore, conferendo nobiltà e autorevolezza a una pratica letteraria, non sempre eccellente nel nostro paese.
Infine, più recentemente, con il romanzo «Geologia del padre» (Einaudi), scritto con un linguaggio colto e variegato, è riuscito ad affrontare la narrativa su un duplice versante: una prospettiva privata, legata al ricordo della figura paterna, dalla quale discende una specifica gerarchia degli eventi; e un punto di vista “irreale” che ricompone lo stesso passato in una dimensione diversa, letteraria.

SEZIONE SAGGISTICA E GIORNALISMO

ALDO CAZZULLO

Aldo Cazzullo è una grande firma del «Corriere della Sera», dalle cui pagine ogni giorno racconta agli italiani i principali avvenimenti nazionali e internazionali, fornendo ai lettori, anche attraverso le sue interviste e i suoi editoriali, possibili chiavi per decodificare ciò che avviene nel mondo.
Cosa che fa con acume e intelligenza e un garbo speciale, cercando di squarciare sempre il velo del pregiudizio o di capovolgere il punto di vista, in modo tale da infrangere ogni conformismo.
La giuria del «Franco Cuomo International Award» lo premia per queste sue qualità di giornalista, ma anche per il suo ultimo libro "Le donne erediteranno la terra" (Mondadori), un saggio nel quale spiega e dimostra perché il tempo in cui la loro sottomissione, durata millenni, sta per finire. Anzi, ci dice l'autore molto ottimisticamente, è finita.
«Comincia il tempo -sostiene- in cui le donne prenderanno il potere. Lo stanno prendendo. Le donne ne faranno un uso migliore degli uomini. E li salveranno». Ci piace crederlo anche a noi.

GUIDO FORMIGONI

La giuria del «Franco Cuomo International Award» ha premiato lo storico dell’età contemporanea Guido Formigoni, per la sua ultima opera “Aldo Moro. Lo statista e il suo dramma”, pubblicata nel 2016 con la casa editrice Il Mulino, dedicata ad una delle figure più cruciali della nostra storia repubblicana. Un’opera che arricchisce preziosamente la memoria storica del nostro paese e che ha il grande merito di essere la prima biografia storiograficamente fondata dello statista pugliese, un primo importante studio complessivo sulle sue vicende biografie che così fortemente si intrecciano con la storia nazionale.
Tra i meriti indiscussi dell’opera vi è l’aver superato l’esclusività del riferimento alla tragica vicenda del sequestro e dell’assassinio di Moro, restituendo per intero la complessità della sua biografia, della sua dimensione intellettuale, della sua esperienza politica come costituente, come segretario della Democrazia Cristiana, come Presidente del Consiglio, come Ministro degli Esteri, inserendo le vicende nazionali all’interno del più ampio contesto europeo ed internazionale della Guerra Fredda.
Il lavoro storiografico di Guido Formigoni, che ha lontane e feconde radici, allo stesso tempo raccoglie i frutti di una nuova stagione di studi sulla figura di Moro e apre a nuove e più meditate analisi della storia italiana ed europea, divenendone un imprescindibile punto di riferimento.

SEZIONE ARTE

TOMMASO CASCELLA

Tommaso Cascella, premiato con il «Franco Cuomo International Award», vive e lavora tra Roma, dove è nato, e Bomarzo. E’ uno degli artisti italiani più noti anche a livello internazionale e più intensamente problematici, in cui una rigorosa professionalità artistica si coniuga con forti sensibilità e interessi culturali: è anche editore, fondatore e direttore di riviste. Proviene da una antica famiglia di pittori e scultori, assai nota nel panorama dell’arte italiana fin dalla metà dell’Ottocento.
La funzione che Cascella attribuisce all’arte non è quella di imitare la realtà, ma di costituire uno scenario di segni -linee, cifre, colori, frammenti e inserimenti di materiali- che spesso rimane enigmatico e crea rapporti visivi imprevisti e una peculiare sintassi costruttiva. Attraverso questi strumenti, Cascella azzera la realtà, quella che comunemente vediamo e riconosciamo, per proporre una sua visione, che mira a superare le forme consuete con cui essa si presenta, realizzando una sintesi astratta, secondo un ordine peculiare di relazioni tra le cose.
E’ il suo linguaggio dei segni e della materia, articolato in modo da consentire all’osservatore di decifrare il contenuto delle opere, non secondo logica e razionalità, ma secondo emozioni, passioni e sensibilità, in base alle proprie visioni e suggestioni personali e culturali. Il suo lavoro creativo di pittore e scultore è stato presentato in centinaia di mostre personali e collettive, in Italia e all’estero, ed è documentato in numerosi cataloghi, oltre che in pubblicazioni, frutto di riflessioni ed elaborazioni critico - teoriche dello stesso artista. Le sue opere sono presenti in numerose e importanti collezioni, pubbliche e private, in Italia e all’estero.

OMAR GALLIANI

Omar Galliani, premiato con il «Franco Cuomo International Award», nato a Montecchio ( Reggio Emilia), dove vive e lavora, è uno dei pittori di vertice della scena nazionale e internazionale, sulla quale la sua dimensione specifica dell’arte si precisa fin dalle prime esperienze pionieristiche degli anni Settanta in una radicale essenzialità e in una traiettoria creativa, fondata sull’ascesi conoscitiva che emerge dalla fenomenologia della materia, e su una rigorosa indagine sul valore dei segni.
Essa si estrinseca in figure simboliche e rarefatte, che esprimono un cammino verso la luce e in cui l’intuizione immaginativa, che parte dalla materia, si manifesta come trasparenza e vibrazione segnica, elaborate con una sensibilità estremamente raffinata e secondo uno stile personale di rango estetico superiore. Lo sforzo creativo dell’artista, pertanto, produce forme e immagini che si caricano di senso e di dinamismo vitale. Per cui, dinanzi alla percezione e alla fantasia dell’osservatore, il mondo dei suoi quadri si presenta come una superficie di valori figurali e di segni coloristici e luminosi, che si fondono e fluiscono gli uni negli altri, riempiendone la visione di significati trascendentali e spirituali.
Il suo profilo artistico, inoltre, si fonda su una straordinaria perizia tecnica, soprattutto nel disegno, campo in cui è unanimemente riconosciuto come l’artista contemporaneo più importante (anche a livello internazionale) e su una estrema profondità inventiva e creativa, che lo rendono uno dei pittori più grandi della nostra epoca.

PREMIO SPECIALE

MARIO MICHELI

Mario Micheli è tra i più autorevoli docenti dell’Università Roma Tre, per il rigore e la modernità del suo approccio alle problematiche della conservazione e del restauro del patrimonio culturale, artistico e archeologico. In particolare, si è sempre segnalato per l’ampio respiro delle sue ricerche, che vanno oltre lo stretto ambito accademico e sono collegate con la realtà sociale, nazionale e internazionale.
La sua visione programmatica e progettuale, pionieristica e innovativa gli ha consentito di raggiungere importanti traguardi e di aprire canali di cooperazione con l’esterno - dell’Università e del Paese- attivando relazioni scientifico-culturali e rapporti istituzionali di grande importanza e significato per l’Italia.
Segnaliamo, tra le sue molte attività, il Coordinamento del progetto per l’intervento di studio e conservazione dei Bronzi di Riace, la partecipazione al progetto per lo studio e il restauro della Lupa capitolina, la consulenza per il restauro dei murali del Lupanare a Pompei, lo studio endoscopico della statua di Marco Aurelio e gli studi preliminari per il suo trasporto.
Anche a livello internazionale la sua attività è una lunga storia di successi, iniziata da quando ha incominciato a collaborare con l’Unità Tecnica Centrale della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Esteri, e, da quando, in posizione di comando, ha promosso e sviluppato progetti nel campo del patrimonio culturale in ogni parte del mondo, suscitando interesse e apprezzamento per i risultati raggiunti. Numerosi corsi, lezioni e seminari tenuti in molti paesi hanno contribuito a diffondere la presenza tecnico-scientifica italiana, nonché la concezione teorica e pratica del restauro e della conservazione, ispirate alle teorie e metodologie della Scuola italiana dell’Istituto Centrale del Restauro e del suo fondatore Cesare Brandi: da Malta al Marocco, dalla Germania all’Iraq, dall’Algeria alla Repubblica Popolare Cinese. In quest’ultimo paese, in particolare, ha lavorato a lungo, dando un decisivo contribuito al progetto del “Centro di Formazione per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Culturale Cinese”.
La sua ultima iniziativa, per la quale gli è stato conferito il Premio Speciale «Franco Cuomo International Award» riguarda il progetto, elaborato, a partire dal 2012, come professore dell’Università Roma Tre, per lo sviluppo socio-economico di El Salvador, volto alla conservazione del patrimonio storico, materiale e immateriale del paese latino-americano, mediante attività formativa con la costituzione di una Scuola-Laboratorio. Una iniziativa di alto valore sociale ed educativo, molto apprezzata dalle Autorità salvadoregne e italiane, e che, su basi rigorosamente scientifiche, contribuisce a scrivere una nuova pagina dell’Italia migliore, sul piano dell’impegno del Paese, dell’Università Roma Tre e, naturalmente, del professore Mario Micheli, promotore e direttore del progetto.

PREMIO SPECIALE

ROBERTO BINI

La biografia di Roberto Bini è ricca di importanti e diversificate esperienze professionali e culturali, in cui ha raggiunto risultati di grande qualità sul piano produttivo e manageriale, oltre che artistico e creativo. Tra queste attività, spicca la sua collaborazione con Fabrizio Gentili con il quale ha fondato la Casa Editrice Nabige, Rimini - Roma, di cui è l’anima, con l’obiettivo di creare libri d’arte e di pregio, nella veste grafica e nella ricchezza e profondità dei contenuti, e guidandola con grande passione, gusto estetico e visione del futuro.
Nel breve volgere di pochi anni, la Nabige è diventata una realtà molto apprezzata, in Italia e all’estero, per l’originalità e la qualità delle sue edizioni, frutto della migliore tradizione artistico-artigianale italiana, sia dal punto di vista dell’accuratezza estetico-formale che da quello della maestria tecnico-operativa e della scelta dei materiali, nonché per la ricchezza dei contenuti. Tra i cataloghi d’arte va ricordato quello dedicato alla mostra di Dante Ferretti e Oliviero Rainaldi, Nada y Todo, del 2015, ospitata nel Tempietto del Bramante.
Ma è l’ultima opera della Nabige, appena uscita, quella per la quale Bini riceve il Premio Speciale «Franco Cuomo International Award»: una edizione integrale della Torah, commissionata da un autorevole esponente dalla Comunità ebraica messicana, Dan Tartakovski. Essa comprende la trascrizione integrale in ebraico moderno del testo originario (con un font creato appositamente per questa edizione da uno dei maggiori calligrafi di Gerusalemme) ed è arricchita da una ricca sezione introduttiva, con scritti di importanti personalità ebraiche, cattoliche e laiche sul dialogo interreligioso.
Il testo è illustrato da Baruj Salinas, artista cubano - americano, con 26 tavole appositamente realizzate per questa edizione. Il volume ha una speciale copertina, che costituisce un raro esempio di alta ebanisteria italiana.
Anche la stampa materica delle tavole di Salinas, che è una antica tecnica di lito-serigrafia, è stata eseguita da abili maestri artigiani, con effetti di straordinaria resa espressiva. Una edizione esclusiva basata su tecniche secolari, che costituiscono la memoria storica dell’ingegno manuale italiano e sono una riconoscibile espressione dell’eccellenza del Made in Italy.
L’opera ha avuto un convinto e speciale apprezzamento anche da Papa Francesco, che ha voluto scrivere a mano una speciale benedizione per tutti i collaboratori, autorizzandone la pubblicazione nella prima pagina e firmando personalmente le prime venti copie.

PREMIO SPECIALE INTERNAZIONALE

STAFFAN DE MISTURA

Il Premio Speciale Internazionale Franco Cuomo 2016 viene attribuito a Staffan De Mistura per il suo impegno profuso nel difficile e delicato ruolo come inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria, in un momento straordinariamente complesso per le relazioni tra i popoli e gli stati nel Medio Oriente; per la sua instancabile opera di pace posta al servizio del popolo siriano vittima di una drammatica stagione di violenza, di massacri, di tragedie umanitarie.
Una stagione che vede tragicamente soccombere soprattutto le categorie meno protette (le donne, i bambini, gli anziani) e costringe masse di persone alla fuga, all’esilio, all’emigrazione forzata con incalcolabile danno per lo sviluppo di quelle terre.
Al ruolo e al compito di sostegno del processo di pace e all’attività di promozione dello sviluppo economico, sociale, culturale e politico del popolo siriano, rappresentati da Staffan de Mistura è dedicato questo riconoscimento promosso dallo European Center for Peace and Development per il «Franco Cuomo International Award».

I vincitori
La premiazione