Franco Cuomo

Franco Cuomo

…desideravo scrivere intensamente, facevo il giornalista ma non mi bastava

Dagli esordi teatrali con Carmelo Bene, alla saga di Gunther d'Amalfi, cavaliere templare con cui fu finalista due volte al Premio Strega, a I Dieci, il saggio che ha squarciato il velo di silenzio sugli scienziati italiani che elaborarono il Manifesto della razza: la storia è il sottile filo rosso che lega tutta la produzione di Franco Cuomo, giornalista e scrittore, nato a Napoli il 22 aprile 1938 e scomparso a Roma il 23 luglio 2007, tra gli autori italiani contemporanei più interessanti, poliedrici e originali. Che si trattasse di lontano medioevo o dei nostri giorni, Cuomo amava indagare nelle pieghe e nei misteri che scandiscono il corso dell'umana vicenda. Ci ha regalato così storie straordinarie, popolate di personaggi emblematici, fuori dagli schemi, campioni esemplari delle nostri passioni e contraddizioni. Storie scritte in un linguaggio intessuto da un ritmo che si fa musica, ordito di una trama di parole che affascina e irretisce.

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La passione per il teatro

Cuomo comincia la sua attività di drammaturgo scrivendo a quattro mani con Carmelo Bene il Faust o Margherita, testo messo in scena nel 1966 al Teatro dei Satiri di Roma con grandissimo successo di pubblico e di critica anche straniera. Contemporaneamente sperimenta il teatro politico. Nello stesso anno scrive infatti Il caso Matteotti, che va in scena nel marzo del 1968 con la regia di Edmo Fenoglio, Arnaldo Ninchi e Gianni Musy protagonisti. Una o che fece epoca alimentando il dibattito dei quei mesi caldi. Al debutto al Teatro della Lungara, come riportano le cronache, seduti in prima fila c'erano tra i tanti personaggi importanti, anche Pertini e Nenni.
Dopo questi due successi, Cuomo scrive I nuovi santi- materiali per un teatro di guerriglia (Regia di Maricla Boggio) nella formula del Living Theater americano e Il Discorso per la 'Lettera ad una professoressa' della scuola di Barbiana, messo in scena da Franco Enriquez. E ancora, a quattro mani con Maricla Boggio, Santa Maria dei Battuti, che va in scena nel 1969, spettacolo di grande impegno e impatto sociale e artistico che prendeva spunto dal libro di Franco Basaglia e che diede un ampio contributo alla battaglia per la radicale riforma del sistema psichiatrico. Dello steso filone altri due testi importanti: Compagno Gramsci (1972) e Passione 1514 (1972). Si conclude con quest'ultima opera, firmata anche da Maricla Boggio e messa in scena allo Stabile di Bolzano il ciclo di esperienze teatrali a sfondo prevalentemente politico. Inizia così per Cuomo una nuova stagione.
Nella sua produzione subentra una visione estetica, barocca e decadente. E' il tempo di testi come Caterina delle Misericordie (1970) Premio Riccione, Giovanna d'Arco e Gilles de Rais, (1972) Premio Vallecorsi, in cui lo scrittore matura un linguaggio completamente nuovo.

Nerone Seguiranno, solo per citare le opere più importanti, Nerone (1979), messo in scena nell'allora Unione Sovietica, Una Notte di Casanova (1984), un monologo in cui il celebre libertino ormai avanti negli anni ripercorre tutta la sua vita nell'attesa di una donna che non arriverà mai, Addio Amore (1986), che ricostruisce la tragedia di Beatrice Cenci.
Ma di Cuomo va ricordato anche l'incontro in palcoscenico con Maurizio Scaparro. Un incontro che culminò nel 1977 in una nuova versione in prosa del Cyrano di Edmond Rostand, che 80 anni dopo quella di Giobbe in versi martelliani, contribuì alla riscoperta di questo utopistico personaggio, e che si tradusse in un grandissimo successo anche in Francia, dove il testo italiano venne premiato dal “tutto esaurito” nei teatri in cui venne messo in scena. E nel 1983 nella traduzione di una versione inedita del Caligola di Camus, un testo del 1941, che debuttò in prima mondiale al Teatro Argentina di Roma.

La stagione dei romanzi

Il tradimento del templare Ma proprio mentre è all'apice del successo come scrittore teatrale Cuomo all'improvviso decide di abbandonare la scrittura drammaturgica. Da' il suo addio al teatro con il Miles Gloriosus, regia di Scaparro, rappresentato al Teatro Argentina di Roma. E' il 1990, l'anno che segna il suo debutto nel romanzo con Gunther cavaliere templare che diventa un vero e proprio caso letterario. L'editore Newton Compton lo propone al Premio Strega. Cuomo ottiene un pienone di voti e si piazza primo nella cinquina dei finalisti. Tornerà in gara per il più autorevole premio letterario italiano nel 1997 con il Codice Macbeth , anche questa volta entrando nella rosa dei finalisti con grandi consensi. Una saga quella dei templari, che ha avuto fortuna anche all'estero, soprattutto in Spagna e in America Latina, e che si conclude con l'ultimo romanzo Il Tradimento del Templare, pubblicato postumo nel 2008 da Baldini Castoldi Dalai.
Tra gli altri lavori: Il romanzo di Carlo Magno, in 5 volumi (Newton Compton 1998-2000), Il signore degli Specchi (Newton Compton 1991), Scroll (Solfanelli 1990), dedicato a Shakespeare, I Semidei (Rusconi 1995) che racconta gli anni e i protagonisto di tangentopoli, I sotterranei del cielo (Baldini Castoldi Dalai 2001), Il Tatuaggio (Baldini Castoldi Dalai 2002), Anime Perdute (Baldini Castoldi Dalai 2007).

La cavalleria Tra i saggi di Cuomo, tradotti anche all'estero, grande successo hanno riscosso: L'elogio del Libertino (pubblicato da Savelli nel 1982 e poi dalla Newton Compton nel 1995), Gli ordini cavallereschi nel mito e nella storia (Newton Compton 1992), ripubblicato nel 2013 in due volumi con il titolo La cavalleria e L'altra cavalleria dalla casa editrice Tipheret, Le Grandi Profezie (Newton Compton 1997), Storia ed epopea della Cavalleria (Newton Compton (1995), Santa Rita degli Impossibili (Piemme 1997), e I Dieci (Baldini Castoldi Dalai).
Cuomo è anche autore di saggi su L'Ozio (Edizioni del Gallo 1990), su Oscar Wilde e il decadentismo vittoriano con Chi ha guardato negli occhi la bellezza (Savelli 1970), sull'ordalia con Nel nome di Dio (con prefazione di Franco Cardini, Newton Compton 1994), sulla tragedia di Beatrice Cenci ( Rendina 1994).
Molti dei suoi racconti sono stati pubblicati nelle antologie di Rill Riflessi di Luce Lunare, collana Mondi incantati.
Due suoi saggi, uno sui cavalieri templari, l'altro sui cavalieri teutonici sono stati pubblicati nell'antologia Fili d'ambra, Il rinascimento del Baltico di Giampiero Mele e Mario Geymonat.

 

 

Il mestiere di scrivere

Franco Cuomo

Cuomo comincia la sua carriera di giornalista al Mattino come cronista di nera. Dopo una breve collaborazione con l'agenzia Reuters e con l'Adnkronos arriva all'Avanti!, dove è stato critico teatrale, inviato, caporedattore della cultura e dove ha a lungo curato lo storico inserto della domenica.
Ha lavorato per la Rai nella realizzazione di numerosi programmi radiofonici e televisivi, tra cui L'Occhio sul Teatro e Magico e Nero (Videosapere) e di vasto respiro popolare come CaraRai, Cronache del Cinema e del Teatro, Obbiettivo Europa, Cineteatro.
E' stato condirettore delle riviste Fiera e Achab e autore di saggi monografici per riviste specializzate come Medioevo.
Ha partecipato come ospite anche a tantissime trasmissioni tv Stargate, Voyageur, Unomattina, Maurizio Costanzo Show, Top Secret, Specialestoria Tg1.