Arberesh Francesco Antonio Santori, pittore della parola

Vita quotidiana del Regno delle due Sicilie descritta da un Arbereshe che partecipa ai moti dell’Unità d’Italia

Nella sala del Carroccio, in Campidoglio, il 12 novembre 2015, alla presenza dell’Ambasciatore della Repubblica di Albania S.E. Neritan Ceka e del Senatore Athos De Luca Presidente della Commissione Ambiente e Cultura del Comune di Roma e di molte autorità del mondo culturale si è svolta la presentazione del libro “Il Prigioniero Politico“ di Francesco Antonio Santori, autore albanese, un Arbereshe, che, trasferitosi in Calabria, può definirsi uno degli scrittori più rappresentativi della letteratura albanese. L’edizione critica è stata curata dal giornalista Oreste Parise e da Giovanni Belluscio ricercatore di letteratura albanese presso l’Università della Calabria.

L’argomento trattato era di difficile accezione poiché la novella pubblicata nel 1848 dall’autore non ha mai avuto una grande diffusione ma i relatori, coordinati e guidati dalla giornalista Velia Iacovino, hanno saputo stimolare l’interesse del folto pubblico intervenuto, che ha seguito con grande attenzione tutti gli interventi fino alla fine.

L’opera, costituisce un documento di grande valore storico, e parla degli avvenimenti che hanno sconvolto il Regno delle due Sicilie nel 1848 e della precarietà politica e istituzionale dalla quale il Regno non si sarebbe più sollevato. Come ha precisato l’Ambasciatore Neritan Ceka, un libro di grande interesse storico e culturale, che parla di personaggi che hanno rappresentato ed influito sulla letteratura albanese. Il Santori può essere definito un simbolista, un pittore della parola. Al tempo, l’impero Albanese seguiva molto la letteratura italiana ed europea, e questo libro è un mezzo per mantenere le tradizioni e la lingua “Arbereshe”. Il senatore Athos De Luca ha aggiunto che il libro non poteva che essere presentato in Campidoglio, luogo pieno di storia e di cultura, e che sedi istituzionali di questo livello servono proprio ad ospitare grandi manifestazioni in una cornice adeguata.

ArbereshSono seguiti i saluti ai presenti del Prof. Franz Ciminieri (Presidente dell’Ancislink) e del Dott. Giampiero Mele (imprenditore e consigliere Ancislink).Ha poi preso la parola il Giornalista e saggista Oreste Parise che ci ha raccontato un po’ la storia del libro in forma di cronaca, precisando che siamo l’ultima generazione dei parlanti poiché, per eccesso di integrazione, si perdono le radici.

Questo è un testo astruso, difficile da capire, che non ha trovato accoglienza nel pubblico, ma è un ritratto storico di vita quotidiana del tempo, che parla della rivoluzione fondiaria, dei soprusi e delle occupazioni abusive, degli ideali di fratellanza e di libertà, descritti da un Arbereshe che partecipa ai moti dell’Unità d’Italia. Il libro sembra terminare in modo profetico: il brigante Marino scompare, come scompare il Governo di Napoli. Un finale tragico dove non si riesce a scorgere quale sarà il futuro.

Grazie agli scritti del Santori siamo in grado di ricostruire il mixage tra la cultura Calabrese e quella Albereshe in modo semplice ma con riferimenti importanti, fatti ed eventi che non sono riportati neanche sui libri di storia .

Al termine c’è stato un ampio dibattito con il pubblico.

Simona Agostini