Convegno “Il Magistero di Papa Francesco sulla questione sociale”

Convegno Il 28 ottobre, presso la Biblioteca della Camera dei Deputati a Roma, a coronamento di una giornata nel segno di Papa Francesco (iniziata la mattina con la partecipazione all’Udienza Generale), si è svolto il Convegno sul Magistero Sociale di Papa Francesco, che ha visto come Relatori le Mons. Marcello Semeraro (vescovo di Albano e Segretario del Gruppo di Cardinali per l’aiuto al S. Padre del governo della Chiesa Universale), Mons. Simone Giusti (Vescovo di Livorno e Presidente del Comitato per la valutazione dei progetti di intervento a favore dei Beni Culturali ecclesiastici), ed il noto vaticanista Dr Carlo Napoli.

Il Convegno è stato introdotto da don Raffaele Pettenuzzo, Presidente AncisLink Mondo Cattolico, che ha anche esposto le conclusioni al termine delle relazioni.

La Prolusione iniziale, sul tema «Laudato si’ nel complesso delle encicliche sociali della Chiesa», è stata tenuta da Mons. Semeraro. Dopo un attento excursus che è partito dalla “Rerum Novarum” di Leone XIII per toccare gli altri momenti cruciali della espressione della dottrina sociale della Chiesa (in particolare “Octogesima adveniens”, “Populorum progressio”, “Centesimus Annus” e “Caritas in Veritate”), egli si è soffermato sulla centralità dell’idea della “cura” come chiave di lettura del Magistero di Papa Francesco, espresso soprattutto – ma non solo – nella “Laudato si’”. Sono stati illustrati alcuni aspetti peculiari dell’enciclica: il continuo richiamo al dialogo, che attesta un atteggiamento di umiltà da parte del Papa, che porta la sua esortazione all’apertura verso l’altro fino al punto di citare le Conferenze Episcopali nazionali nonché il pensiero del Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo. In quest’ottica i due concetti di “ecologia” e “pace” costituiscono i cardini su cui costruire un dialogo interreligioso. E infatti il Papa esprime con chiarezza che il documento si rivolge non solo ai fedeli cattolici ma a tutti gli uomini – credenti e non – di buona volontà e in grado di assumersi la propria responsabilità di fronte alla nostra casa comune. La grande sensibilità verso il Creato, che deve ispirare azioni e comportamenti, passa attraverso tre snodi fondamentali:

- Conversione ecologica;
- Ecologia integrale;
- Spiritualità ecologica.

In sostanza, sono i tre aspetti che mirano alla formazione delle coscienze, che sola muove la prassi.

Il Dr. Carlo Napoli ha poi illustrato «Le radici del pensiero sociale di Papa Francesco», soffermandosi in particolare sulla realtà dell’America Latina in cui questo pensiero si è formato. I presenti hanno rivissuto l’importanza dell’esperienza delle Reducciones gesuite, prima espressione latinoamericana dell’eredità di Sant’Ignazio, per poi vedere come la realtà dell’America Latina sia passata attraverso un itinerario storico molto tormentato, intriso di spinte verso populismo, sindacalismo, patriottismo, nazionalismo, che sfociarono ad esempio nel peronismo. E se è vero che il periodo di governo di Peron fu di un decennio, è anche vero che l’influenza di quel periodo ha avuto ripercussioni molto più ampie – sia tra le classi che ne sono state espressione, che in quelle che hanno costituito l’opposizione.
Il vaticanista ha concentrato la sua esposizione sulle tre conferenze che hanno costituito una svolta nell’atteggiamento della Chiesa latinoamericana: Medellín, Puebla e Aparecida. Ha sottolineato il ruolo svolto da Mons Elder Camara nel primo caso, ha ricordato la nascita della Teologia della Liberazione nella sua forma più estrema (e condannata dalla Chiesa) le cui radici erano in comune con l’esperienza dei preti operai in Europa, la sua successiva risistemazione filosofica e ideologica per eliminare i riferimenti marxisti iniziali sfociata nell’espressione della cd. “opzione preferenziale per i poveri”, e infine la rinascita di una mistica devozionale popolare che è stata al centro della Conferenza di Aparecida, di cui l’allora Mons Bergoglio fu uno degli estensori del documento finale.

Infine Mons. Giusti, il cui intervento verteva su “ecologia integrale risposta alla questione sociale”, ci ha portato nel cuore della proposta di Papa Francesco: nella sua enciclica egli chiede un ripensamento profondo della realtà sociale in cui vive l’uomo di oggi, auspicando che la dottrina sociale sia finalmente al centro come elemento quotidiano della vita di ciascuno. Papa Francesco chiede l’impegno delle chiese locali, delle parrocchie, per costruire una nuova modalità di vita che salvi l’uomo dalla sua distruzione. Nel mondo di oggi tutto risulta connesso di fatto, e quindi – se la crisi ecologica è frutto del relativismo etico – dobbiamo riappropriarci del ruolo autentico che Dio ci aveva assegnato.
Pur restando nel solco della dottrina sociale della Chiesa, e riallacciandosi chiaramente alla “Gaudium et spes” - espressione massima del pensiero sociale evidenziato dal Concilio Vaticano II – “Laudato si’” può definirsi una enciclica rivoluzionaria, nella misura in cui supera completamente la logica tradizionale ed imperante del “do ut des”. Il messaggio che emerge chiaramente è un richiamo all’uomo di oggi e alla sua responsabilità di fronte al futuro. Stiamo vivendo un momento in cui è necessario disfarsi dell’atteggiamento consueto a molti credenti di mancanza di partecipazione, con conseguente chiusura in forme di intimismo affettivo.
Insomma, abbiamo l’obbligo di lasciare un mondo migliore di quello che abbiamo trovato, e Papa Francesco ci indica la via.

ConvegnoLa presentazione è stata molto vivace, il pubblico attentissimo, e ne siamo usciti molto arricchiti interiormente. Le linee sottolineate dal Papa sono emerse in tutta la loro chiarezza, ed è chiaramente emerso un Papa Francesco molto più complesso, attento alla realtà circostante a livello planetario (e non solo umano), con una profondità di pensiero ben più coinvolgente che non l’immagine di un “Papa verde” che buona parte della stampa sta unanimemente cercando di dare.
Ai tre interventi, vivacizzati peraltro da spunti e aneddoti derivanti dalla frequenza dei Relatori con papa Francesco e con i suoi immediati predecessori, sono seguite varie domande da parte del pubblico, e il fatto che all’uscita le discussioni tra i presenti continuassero proprio sui temi illustrati dai Relatori è una ulteriore testimonianza della riuscita dell’incontro.

In sintesi, il Convegno rappresenta per AncisLink Mondo Cattolico l’espressione di un impegno al servizio di una doverosa ermeneutica nei confronti dell’opera che il Santo Padre sta portando avanti, per meglio farne capire il pensiero, lo spessore spirituale e morale, la continuità nello spirito e nell’insegnamento della Chiesa, e la profondissima umanità.

Maria Antonietta Fontana

Documentazione

> Il commento di Mons. Marcello Semeraro all'enciclica "Laudato si'"