"Seraphica Charitas"


Nel febbraio 1861 il Regno delle Due Sicilie vedeva l’entrata in vigore dei decreti luogotenenziali che in qualche modo recepivano la legge sarda del 1855 disciplinando l’abolizione degli ordini religiosi e l’incameramento dei relativi beni sulla falsariga dei provvedimenti di Pasquale Stanislao Mancini. Fu così che Fra Carlo di San Pasquale, terziario alcantarino, si trovò indagato con alcun confratelli e superiori come pericoloso sobillatore del popolo, in particolare in quanto aveva già la fama di Santo. Egli fu costretto a uscire dal proprio convento per rientrare in patria, a Cusano Mutri, nei pressi di Benevento; e qui eresse a sua ultima dimora la chiesa di Santa Maria delle Grazie – ove già si trovava un eremita locale.

Dal 1866 (anno dell’effettiva applicazione della legge eversiva di cui sopra) al 1878, anno in cui Fra Carlo si spegneva serenamente, egli condusse la propria esistenza mantenendosi fedelissimo all’ideale di povertà francescana che aveva perseguito per tutta la vita, non lesinando il proprio aiuto ai più poveri, aiutando e sostenendo chiunque si rivolgesse a lui per consolazione e consiglio, dispensando attorno a sé preghiere e pace. Tutta la vita quest’uomo umile e innamorato di Gesù e della Madonna sparse attorno a sé devozione, incantando quanti gli si rivolgevano - o avevano la ventura di incontrarsi con lui - con la propria semplicità, il proprio candore, la forza della propria spiritualità, che lo videro anche coinvolto in avvenimenti di natura inspiegabile e veri e propri prodigi.

Lunedì 10 dicembre, nella bella cornice della Biblioteca del Senato, è stata rievocata la vita di Fra Carlo prendendo spunto dalla recente pubblicazione de libro “Seraphica Charitas”, dovuto alla penna di Francesco Lepore; relazioni sono state tenute dal vaticanista della Repubblica Paolo Rodari, da P. Edmondo Caruana (direttore editoriale della Libreria Editrice Vaticana) e dal Prof. P. Luigi Ortaglio (Cancelliere della Curia Arcivescovile di Napoli).

L’incontro, organizzato con la collaborazione dell’Associazione “Fra’ Carlo” e moderato dal Presidente di Ancislink Mondo Cattolico, Prof. Don Raffaele Pettenuzzo, è stato premiato da una partecipazione molto attenta.

Questa affluenza e la grande attenzione con cui sono stati seguiti gli interventi dei relatori, di cui trovate traccia in questo nostro sito, denotano come al nostro tempo il richiamo a una spiritualità vicina alle origini, che si incentri sul vivere il Vangelo senza edulcoramenti, costituisca una linea ben presente nella nostra società.

Il Convegno – a rafforzare la significatività della figura tracciata con cura e attenzione da Lepore nel suo libro - ha ben illustrato quanta parte l’alcantarinismo, e Fra Carlo in particolare, abbiano avuto e tuttora abbiano nel forgiare la spiritualità locale attraverso le pur difficili vicissitudini storiche. E se Fra Carlo è stato profondamente attirato dall’esperienza contemplativa e dall’ascesi mistica, non sono mai venute meno nella sua vita l’ attenzione e cura verso i confratelli e verso la gente comune che gli si rivolgeva. Egli ci si impone come un modello eroico da seguire nell’intento di creare un felice connubio tra spiritualità mariana, attenzione al vangelo, slancio mistico, e adempimento concreto dei propri doveri – per quanto umili e semplici questi possano essere.

Umiltà e pazienza: due perle che il mondo oggi sembra disdegnare, ma che costituiscono una chiave necessaria per dare una svolta alla nostra vita e un senso al nostro impegno culturale e sociale.

L'intervento di P. Luigi Ortaglio ofm
L'intervento di P. Edmondo A. Caruana O. Carm